Non sono morto
August 20th, 2008Sono stato altrove, fra capraia e laboratorio di sistemi software, non v’e’ molto tempo. Probabilmente scrivero’ di piu’ appena arrivo giu’ al moca, 21-24 agosto.
Sono stato altrove, fra capraia e laboratorio di sistemi software, non v’e’ molto tempo. Probabilmente scrivero’ di piu’ appena arrivo giu’ al moca, 21-24 agosto.
I patched the latest beta driver from nvidia to compile - and run (tested with openarena) - on the latest 2.6.27-rc1 kernel from kernel.org.
The patch is here
EDIT: the _correct_ patch is actually here (if you are using something that is not fedora) and here if you are using fedora. Many thanks to vallimar for this one
Test and report problems on the nvnews thread and or to my usual email
EDIT: friends told me that the patch does not apply with the standard –apply-patch option as i patched with -Naurp, while the binary blob does something different. You can launch the script and hit ctrl+z just after “uncompressing nvidia kernel module” finishes, than
and
from there. You can then
back to the previous dir and issue
to finish the build. i will post the correct patch asap
“Se mai da grande diventero’ un ingegnere elettronico, mi impegno fin d’ora a NON contribuire in alcun modo alla proliferazione degli standard del cazzo per gli alimentatori ATX, o se lo faro’ GIURO su quanto ho di piu’ caro di fare TUTTI gli adattatori di una forma talmente diversa da essere riconoscibile al tatto al buio indossando un guantone da baseball sottacqua.”
Sono uovo, faccio venire i tumori.

A causa di un buffo errore delle poste italiane, la mia bolletta di telecom si e’ persa nell’aere e mi e’ arrivata la minacciosa mail “paga o ti stacchiamo anche le maniglie delle porte”. Perplesso, mi collego sul LORO sito per vedere lo stato del pagamento ed esso risulta regolare. Penso: vedrai che sicuramente abbiamo pagato ma han mandato il sollecito lo stesso - come gli anni scorsi - cosi’ mal che vada paghi due volte.
Passa una settimana, mi arriva un’altra mail stamattina che dice “OMG! non hai pagato entro $data! hai 7 giorni per farlo o asplodi”…Ancora piu’ perplesso, controllo di nuovo il sito che mi conferma la regolarita’ del mio pagamento e mi ricorda che il contratto scadra’ a luglio 2009. duemilaenove. Telefono al numero verde telecom e mi risponde Samantha. Spiegata la situazione, succede questo:
Ora, qualcuno conosce un modo poco costoso per registrare una telefonata?
Premessa: sto cercando un adattatore wireless particolare, per la mia morosa, che funzioni sotto linux e sia ben supportato. Un po di ricerche e il tirocinio mi hanno orientato verso un Digicom USB Wave 54 (da ora in poi OGGETTO). Quello che segue e’ il resoconto di due mie telefonate a $dittadicomponenti1 e $dittadicomponenti2.
Prima ditta:
bla bla finisce la telefonata con un nulla di fatto, dicendomi che non lo hanno piu’ in listino
Seconda ditta:
passano almeno 30 secondi, lo sento digitare alla tastiera e mi chiede di ripetergli i dati di OGGETTO. Ripeto, attendo. Passano ancora 30 secondi buoni, con rumore di tastiera e clicchettii.
Mentre attendo, sento sotto il rumore inconfondibile di scrolling selvaggio con rotellina di mouse da quattro soldi, un grugrugrugru di sottofondo. Attendo
Il rumore di scrolling continua, e ora comincio a sentirlo mentre ripete a bassissima voce “digicom…digicom…filtro adsl no….digicom…mouse…no….” eccetera, per almeno 2 minuti, sempre con lo scrolling sotto
Dentro di me rido, attendo. Scrolling, altra attesa.
Saluto, metto giu, scoppio a ridere.
Trattandosi di un periodo di due giorni, tutte le considerazioni su sfighe e simili vengono omesse, per non appesantire troppo il testo.
E’ comunque facile immaginarle.
Partenza ore 6:45 dal parcheggio del Foro Boario a Reggio, sotto l’acqua. Il viaggio in autostrada, tralasciando il solito paio di idioti in automobile che fanno manovre assassine, procede in modo tranquillo.
Riusciamo perfino a trovare senza troppa fatica la strada per la pista di gokart, dove tore conquista, a causa di uno sfortunato testacoda poco dopo la partenza, un onorevole terzo posto. A causa di un errore di giudizio nelle carte di ViaMichelin, per farci andare verso Norcia da Modena, prendiamo l’autostrada verso Milano…momento di dubbio, ma la consultazione della cartina conferma il fatto.Ore 11:30, usciamo e rientriamo al casello di Reggio diretti questa volta nella direzione giusta.
Qualche ora, sosta e metano dopo, l’ingresso al parco nazionale dei Monti Sibilini e’ qualcosa di mozzafiato, un’enorme altopiano fiorito circondato da montagne decisamente ripide da cui ci immaginiamo gia’ buttarci in deltaplano. L’ambiente e’ veramente suggestivo, anche a causa dei locali, che hanno palese difficolta’ con la lingua e che impiegano un due minuti buoni ad associare a ogni valore numerico la rispettiva moneta, ci chiediamo cosa usino come valuta. Il campeggio, a circa 10 km da Castelluccio, si trova su una piccola protuberanza boscosa in mezzo a una valletta, persa appena fuori il parco nazionale. Arrivati, prese le due piazzole e parlato con i locali circa le sistemazioni, apriamo le tende e ci accingiamo a montarle.
Una tenda e’ marcia.
Tagli nel sottotelo, palesi macchie di muffe e licheni, segni da acqua stagnante. Pare che sia stata messa nel sacco senza averla debitamente lasciata asciugare e che il microclima cosi’ creatosi abbia generato mostri. Le cerniere, sia del sottotelo che della zanzariera, non si chiudono - non che con i tagli faccia differenza - ma dopo una rapida valutazione dull’umidita’ nell’aria e un giro di miscela, decidiamo che la sera avremmo dormito in macchina.
Ci dirigiamo verso le doccie e verso una pasta sul buffo fornelletto da campo, rincuorati dallo schiarirsi del cielo. Dopo cena un giretto serale nella metropoli di Castelluccio (per due giorni non abbiamo incontrato altro che persone di mezza eta’ o bambini, _nessuno_ della nostra eta’) si interrompe verso le nove quando ci rendiamo conto che non c’e’ vita di sorta. Decidiamo allora di prendere le macchine e andiamo nella piana in mezzo al campo, a vedere le stelle. Tralasciando i rari ma lentissimi passaggi di macchine, lo spettacolo e’ decisamente suggestivo, anche se la stanchezza ci fa confondere i nomi delle constellazioni. A notte inoltrata, poco dopo aver sentito strani ululati nella piana, torniamo rapidamente verso le tende e verso le macchine.
La mattina eroica sveglia delle otto, colazione a base di fette biscottate e nutella e smontaggio delle tende. Parliamo con la signora al banco del “bar” del campeggio e ci ripromettiamo di tornare piu’ tardi per depredare tutti i salumi fatti da suo marito su cui riusciamo a mettere le mani.
La mattina procede tranquilla con una bellissima passeggiata nelle piane piene di fiori sotto un sole impietoso e un giretto verso mezzogiorno a Castelluccio, odiando tantissimo i detentori di rumorose e fastidiose macchine e moto. All’avvicinarsi delle due, cominciamo a notare un moderato oscurarsi del cielo, ma sono nuvole lontane e dalla parte sbagliata rispetto a dove pensiamo di dover volare noi. Alle due, siamo davanti alla sede della Prodelta attendendo notizie. La prima telefonata ci avverte che, causa vento sfavorevole, il deltaplano non puo’ volare, ma ci sono posti per il parapendio, solo che dobbiamo aspettare che i tre che sono su ora finiscano. Moderatamente avviliti, promettiamo di richiamare verso le quattro e qualcosa e ci sperdiamo a piedi su per una collina da cui si domina la valle. La rabbia e’ contenuta a stento solo grazie alla meravigliosita’ del posto.
Arrivano le 4 e qualcosa che ci trovano ancora li, incapaci di muoverci, e una seconda telefonata conferma che “oggi abbiamo sospeso tutte le attivita’ a causa di questo enorme temporale che sta arrivando sulla valle”. Urla. Pianti. Bestemmie.
Torniamo verso le macchine e sfoghiamo la frustrazione nei salumi del marito della proprietaria del campeggio. Dopo i saluti,sotto una pioggia fortissima lasciamo la valle, diretti verso l’autostrada.
Da qui in poi, e’ tutto orrore.
Il viaggio, anche a causa di una marea di camper e altri mezzi guidati da cerebrolesi, procede lentissimo. Arrivati verso le sei e mezza circa fuori dal parco nazionale, facciamo metano e saliamo sulla strada per Norcia.
Gia’ qui lo stile di guida delle altre macchine avrebbe dovuto farci presagire l’orrore verso cui siamo diretti, ma la delusione ci ha reso ciechi. Le nove e mezza ci colgono a circa 60 km da Firenze, che fortunatamente passiamo senza troppi problemi, anzi, ironizzando su come siamo stati furbi a scegliere la Firenze-Bologna piuttosto che fare la lungomare da Ancona. Coglioni. Isoradio, gaudente, ci comunica di un incidente mostruoso poco dopo Roncobilaccio, dove prontamente usciamo. Man mano che ci perdiamo sulla statale verso Bologna, scopriamo che fra Pian del Voglio e Sasso Marconi un camion ha pensato bene di prendere fuoco in galleria, causando la chiusura dell’autostrada in tutte e due le direzioni e generando code di 6 km in aumento. Procediamo per quelle che sembrano settimane nel buio delle montagne sotto Bologna, incontrando un flusso costante di camion e auto nella direzione inversa che rendono la situazione delirante. Dopo miliardi di curve, arriviamo a Sasso Marconi dove riprendiamo, esausti, l’autostrada.
Arrivati a Reggio senza problemi, dormiamo.
Si, col cazzo. Ultima beffa, incidente fra Modena Sud e Modena Nord, ce la facciamo tutta per strada normale.
… conto di essere qui a far pari con la forza di gravita’

precisamente